giovedì 22 dicembre 2011

Libri e Dio


L'Indice opponibile


Con questo articolo, prende il via la rubrica satirica del blog dell'Indice, "L'Indice opponibile, a cura di Luca Borello. Nessun bisogno di presentazioni formali, sarà satira allo stato puro. Naturalmente, satira sui libri e attraverso i libri, veri o presunti tali (NdrBlog).


Una nuova ventata di spiritualità nell'editoria italiana   

Sarà il clima da apocalisse imminente, oppure l’approssimarsi delle feste natalizie: in ogni caso tematiche quali spiritualità, fede, religione e dibattiti sull’esistenza di entità superiori sono tornati prepotentemente di moda nel mai sonnacchioso mondo dell’editoria italiana.
Abitiamo in effetti un'epoca capace di metter a dura prova la saldezza di chiunque nutra una sincera fede religiosa. A stimolare la tenacia di questo pubblico interviene il notevole Lo zen e l’arte di credere in Dio, edito da Amalphi e vergato da uno dei più illustri intellettuali europei: Tadeusz Berembauer Schwanzemberger Shmidt. In questo suo nuovo lavoro, l’autore di pietre miliari del pensiero occidentale come Discorso sulla dipartita dei periodi mediani dell’anno solare (Amalphi 2003, ed. or. 1983), adotta un linguaggio più accessibile, e conduce per mano il fedele vacillante alla scoperta delle piccole cose – ma davvero piccole; minuscole; infinitesimali – capaci, se osservate bene – ma molto bene; in modo maniacale – di testimoniare la permanenza di un immenso e meraviglioso disegno divino.

Di tutt’altro impatto il secondo saggio che Slazek Zivoj dedica al dibattito sull’esistenza di Dio. Il celebre filosofo, psicanalista, cineasta, soprano e filatelico materialista di origine serbo-croata (ma di fratello albanese) aveva già scatenato virulente polemiche con il precedente Dio esiste, ma è sociopatico (La Goliarda, 2009), presentando le tesi secondo una divinità trascendente, qualora esista, non ama affatto il genere umano: anzi cerca di farlo fuori dal momento stesso in cui, per distrazione, l’ha creato. Nel nuovo Dio esiste, ma è completamente pazzo (La Goliarda, 2011) evolve la propria tesi, argomentando che questa è l’unica logica conseguenza all’affermazione secondo cui Dio avrebbe creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Consolidando la propria attitudine, questo “intellettuale totale” – come viene spesso definito da se stesso – snoda e riannoda i fili dell’argomentazione ricorrendo a continui riferimenti ai più disparati campi dello scibile: dalla teologia al cinema, dal giardinaggio alla manicure. Ne scaturisce un’architettura concettuale assurdamente convincente.

Tutti ricorderanno Padre John Mulligan, il Pastore evangelista di Bristol che ha sollevato notevoli controversie praticando la cosiddetta “Messa da Stadio”: navate organizzate come curve calcistiche, striscioni e tamburi, preghiere sostituite da cori in favore di Gesù e la Madonna o contro le religioni avversarie, una pinta di birra al posto del Sacro Calice. Nel suo Olé a Dio (Hail to God), in uscita per i tipi della Ambaradan nella collana Parole Crociate, Mulligan codifica la prassi in teoria. Nella prima sezione del volume, il religioso evade le questioni organizzative, illustrando come predisporre ogni navata in modo da ottenere la corretta coreografia; nella seconda argomenta la necessità della rivoluzione liturgica da lui proposta per controbilanciare “l’effetto che pratiche di stampo tribale come il Gospel stanno esercitando sulla tradizione cristiana”; nella terza, infine, presenta un breviario dei Cori Religiosi, riadattati, per l’edizione italiana, da Antonio Socci; tra i più interessanti citiamo: Allah, Allah, tu te ne devi andà; I buddisti stanno zitti, gli induisti stan a guardare, solo Gesù ci può salvare; Mama ho visto la Madonna.

Dio non c’è? Fabbricalo da solo! Il Fai da Te della religione, (Nonno Carriola Editore, 2011) è un monumentale manuale che guida il lettore insoddisfatto da fedi e religioni esistenti nella creazione, passo passo, della propria divinità di riferimento e annessa liturgia. Seguendo le semplici e graduali istruzioni concepire una divinità su misura e sviluppare da una ritualità primitiva una religione organizzata di massa in grado di intervenire sullo scenario politico internazionale sarà agevole e divertente per chiunque, anche per gli atei più indefessi. Interessanti le appendici che illustrano come creare complessi sistemi di norme contraddittorie e sanzioni disumane, giustificare le incongruenze concettuali con terminologie ad hoc o giochi di prestigio linguistici, stanare e sterminare le eresie. Piuttosto limitata, invece, la sezione dedicata alle forme di spiritualità individuale. In effetti, è lasciata in bianco.

Tutti in forma con i Santi (Ponzio Pilates editore, 2011) è un interessante manuale con cui la Chiesa Cattolica tenta di coniugare fede e forma fisica, nella speranza di avvicinare alla dottrina nuovi adepti, soprattutto tra i giovani aspiranti tronisti. In effetti, molti Santi della tradizione mostrano fisici invidiabili: le spalle larghe di un San Sebastiano, le braccia robuste di un San Giuseppe, il ventre piatto di un San Francesco, le attitudini combattive di un San Michele o un San Giorgio. Perché non utilizzarli come icone del bel fisico, oltre che della rettitudine e l’amore per il prossimo? Il concetto di “esercizio spirituale” assume, con questo titolo, un nuovo significato.

Spostandoci ora sul versante della narrativa ci imbattiamo nell’ultima fatica del talentuoso Emerald Patterson, noto e apprezzato per la prosa tagliente e sbruffona, specchio perfetto di uno stile di vita all’insegna di fama, denaro, donne, alcol, droga e chupa chupa panna e fragola. Nel suo Dio, se esisti ti offro un drink (Fuinaudi Stile Fico, 2011), racconta la caustica vicenda di un uomo che, in mondo ormai abbandonato da Dio, è alla disperata alla ricerca di se stesso in quanto nella tasca della giacca di se stesso ha lasciato le chiavi della macchina. Il lavoro di Patterson (già vincitore negli USA del prestigioso Premio Prize) è stato definito un “convincente ritratto del maschio postmoderno” e “il capolavoro dello scrittore più sexy e postmoderno del momento” sulle pagine di “Donna postmoderna”.

Io non credo (Salumi Maranzano editore, 2011) è invece la nuova fatica di Alex Ammazzi. L’ex enfant ed ex prodige della letteratura italiana, noto per aver venduto milioni di copie con il suo romanzo d’esordio (Branchi, Cioccolataio editore, 1994) e tre con i cinque libri seguenti, promette qui di tornare ai fasti di un tempo con la convincente parabola di un ateo che, sulla soglia del tracollo finanziario, prega la Madonna perché lo faccia vincere al lotto, fa terno secco, scopre la fede, si iscrive all’Opus Dei, entra in politica.

Concludiamo con un libro intervista, con il quale l’ex Premier italiano (già operaio, multimilionario, chansonnier, casanova, barzellettiere, diversamente alto, amante della gioventù, pensionante di stallieri ambigui) intende dissipare le (presunte) ombre morali e rilanciare la propria figura pubblica e politica: Gesù intervista Silvio Berlusconi (Montatori 2011; prefazione di San Francesco d’Assisi).


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