Con questo articolo, prende il via la rubrica satirica del blog dell'Indice, "L'Indice opponibile, a cura di Luca Borello. Nessun bisogno di presentazioni formali, sarà satira allo stato puro. Naturalmente, satira sui libri e attraverso i libri, veri o presunti tali (NdrBlog).
Una nuova ventata di spiritualità nell'editoria italiana
Sarà il clima da
apocalisse imminente, oppure l’approssimarsi delle feste natalizie: in ogni
caso tematiche quali spiritualità, fede, religione e dibattiti sull’esistenza
di entità superiori sono tornati prepotentemente di moda nel mai sonnacchioso
mondo dell’editoria italiana.
Abitiamo in effetti un'epoca capace di metter a dura prova la saldezza di chiunque nutra una sincera
fede religiosa. A stimolare la tenacia di questo pubblico interviene il notevole
Lo zen e l’arte di credere in Dio, edito
da Amalphi e vergato da uno dei più illustri intellettuali europei: Tadeusz
Berembauer Schwanzemberger Shmidt. In questo suo nuovo lavoro, l’autore di
pietre miliari del pensiero occidentale come Discorso sulla dipartita dei periodi mediani dell’anno solare (Amalphi
2003, ed. or. 1983), adotta un linguaggio più accessibile, e conduce per mano
il fedele vacillante alla scoperta delle piccole cose – ma davvero piccole;
minuscole; infinitesimali – capaci, se osservate bene – ma molto bene; in modo
maniacale – di testimoniare la permanenza di un immenso e meraviglioso disegno
divino.
Di tutt’altro impatto
il secondo saggio che Slazek Zivoj dedica al dibattito sull’esistenza di Dio.
Il celebre filosofo, psicanalista, cineasta, soprano e filatelico materialista
di origine serbo-croata (ma di fratello albanese) aveva già scatenato virulente
polemiche con il precedente Dio esiste,
ma è sociopatico (La Goliarda, 2009), presentando le tesi secondo una
divinità trascendente, qualora esista, non ama affatto il genere umano: anzi
cerca di farlo fuori dal momento stesso in cui, per distrazione, l’ha creato.
Nel nuovo Dio esiste, ma è completamente
pazzo (La Goliarda, 2011) evolve la propria tesi, argomentando che questa è
l’unica logica conseguenza all’affermazione secondo cui Dio avrebbe creato
l’uomo a sua immagine e somiglianza. Consolidando la propria attitudine, questo
“intellettuale totale” – come viene spesso definito da se stesso – snoda e
riannoda i fili dell’argomentazione ricorrendo a continui riferimenti ai più
disparati campi dello scibile: dalla teologia al cinema, dal giardinaggio alla
manicure. Ne scaturisce un’architettura concettuale assurdamente convincente.
Tutti ricorderanno
Padre John Mulligan, il Pastore evangelista di Bristol che ha sollevato
notevoli controversie praticando la cosiddetta “Messa da Stadio”: navate
organizzate come curve calcistiche, striscioni e tamburi, preghiere sostituite
da cori in favore di Gesù e la Madonna o contro le religioni avversarie, una
pinta di birra al posto del Sacro Calice. Nel suo Olé a Dio (Hail to God), in
uscita per i tipi della Ambaradan nella collana Parole Crociate, Mulligan
codifica la prassi in teoria. Nella prima sezione del volume, il religioso
evade le questioni organizzative, illustrando come predisporre ogni navata in
modo da ottenere la corretta coreografia; nella seconda argomenta la necessità
della rivoluzione liturgica da lui proposta per controbilanciare “l’effetto che
pratiche di stampo tribale come il Gospel stanno esercitando sulla tradizione
cristiana”; nella terza, infine, presenta un breviario dei Cori Religiosi,
riadattati, per l’edizione italiana, da Antonio Socci; tra i più interessanti
citiamo: Allah, Allah, tu te ne devi
andà; I buddisti stanno zitti, gli
induisti stan a guardare, solo Gesù ci può salvare; Mama ho visto la Madonna.
Dio non c’è? Fabbricalo da solo!
Il Fai da Te della religione, (Nonno Carriola Editore, 2011) è un
monumentale manuale che guida il lettore insoddisfatto da fedi e religioni
esistenti nella creazione, passo passo, della propria divinità di riferimento e
annessa liturgia. Seguendo le semplici e graduali istruzioni concepire una
divinità su misura e sviluppare da una ritualità primitiva una religione
organizzata di massa in grado di intervenire sullo scenario politico
internazionale sarà agevole e divertente per chiunque, anche per gli atei più
indefessi. Interessanti le appendici che illustrano come creare complessi
sistemi di norme contraddittorie e sanzioni disumane, giustificare le
incongruenze concettuali con terminologie ad
hoc o giochi di prestigio linguistici, stanare e sterminare le eresie.
Piuttosto limitata, invece, la sezione dedicata alle forme di spiritualità
individuale. In effetti, è lasciata in bianco.
Tutti in forma con i Santi (Ponzio Pilates editore, 2011) è un interessante
manuale con cui la Chiesa Cattolica tenta di coniugare fede e forma fisica,
nella speranza di avvicinare alla dottrina nuovi adepti, soprattutto tra i
giovani aspiranti tronisti. In effetti, molti Santi della tradizione mostrano
fisici invidiabili: le spalle larghe di un San Sebastiano, le braccia robuste
di un San Giuseppe, il ventre piatto di un San Francesco, le attitudini
combattive di un San Michele o un San Giorgio. Perché non utilizzarli come
icone del bel fisico, oltre che della rettitudine e l’amore per il prossimo? Il
concetto di “esercizio spirituale” assume, con questo titolo, un nuovo
significato.
Spostandoci ora sul
versante della narrativa ci imbattiamo nell’ultima fatica del talentuoso
Emerald Patterson, noto e apprezzato per la prosa tagliente e sbruffona,
specchio perfetto di uno stile di vita all’insegna di fama, denaro, donne,
alcol, droga e chupa chupa panna e fragola. Nel suo Dio, se esisti ti offro un drink (Fuinaudi Stile Fico, 2011),
racconta la caustica vicenda di un uomo che, in mondo ormai abbandonato da Dio,
è alla disperata alla ricerca di se stesso in quanto nella tasca della giacca
di se stesso ha lasciato le chiavi della macchina. Il lavoro di Patterson (già
vincitore negli USA del prestigioso Premio Prize) è stato definito un
“convincente ritratto del maschio postmoderno” e “il capolavoro dello scrittore
più sexy e postmoderno del momento” sulle pagine di “Donna postmoderna”.
Io non credo (Salumi Maranzano editore, 2011) è invece la nuova fatica di Alex
Ammazzi. L’ex enfant ed ex prodige della letteratura italiana, noto
per aver venduto milioni di copie con il suo romanzo d’esordio (Branchi, Cioccolataio editore, 1994) e
tre con i cinque libri seguenti, promette qui di tornare ai fasti di un tempo
con la convincente parabola di un ateo che, sulla soglia del tracollo
finanziario, prega la Madonna perché lo faccia vincere al lotto, fa terno
secco, scopre la fede, si iscrive all’Opus Dei, entra in politica.
Concludiamo con un
libro intervista, con il quale l’ex Premier italiano (già operaio,
multimilionario, chansonnier, casanova, barzellettiere, diversamente alto,
amante della gioventù, pensionante di stallieri ambigui) intende dissipare le
(presunte) ombre morali e rilanciare la propria figura pubblica e politica: Gesù intervista Silvio Berlusconi
(Montatori 2011; prefazione di San Francesco d’Assisi).
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