Lo zen e l'arte dell'economia
Nuove tecnologie, parole e librerie
Fruttero e Lucentini, anni fa, raccontavano che in alcune
occasioni, se necessario per leggere con maggiore comodo, capitava loro di
tagliare i libri, in modo da ridurne ingombro e peso: nessun rispetto formale
per l’oggetto cartaceo. Eppure, per molte persone, il volume ha il suo fascino
irrinunciabile. Il piacere della lettura sembra inscindibile dal supporto che
la rende possibile. Uno dei personaggi di Joyce, ne I morti, ama
sfogliare le pagine appena stampate, più che leggerle: dal piacere delle parole
al feticismo per la carta?
La teoria economica utilizza i libri per esemplificare l’idea
della discriminazione dei prezzi. Una persona pagherebbe dieci euro per un
libro; un’altra sarebbe disponibile, al massimo, a spenderne cinque. Il
venditore vorrebbe far pagare a ciascuno la cifra più alta possibile. Come
fare, però, a vendere uno stesso prodotto a prezzi diversi? La risposta è
semplice: si propone una prima versione del libro ben rilegata, e ad un prezzo
elevato. Chi è disposto a pagare quel costo, lo comprerà senza problemi. Dopo
qualche mese arriverà una versione economica, ad un prezzo più basso, per chi
vuole leggere quel testo, ma spendendo meno. In fondo, per l’economia, il
prodotto è lo stesso: il contenuto del libro, le sue parole, la storia che
racconta. Quando si spiega questo esempio, a lezione, qualcuno non è d’accordo:
sono due prodotti diversi, in realtà. La forma cartacea non è irrilevante. Il
libro non è solo fatto delle parole che contiene.
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| The Dead in formato epub |
Cosa succederà quando la possibilità di auto-pubblicare renderà
tutti potenziali scrittori? Sarà veramente più facile essere letti? Perché se
sarà semplificata l’auto-pubblicazione, rimarrà il problema di essere scelti
tra tutti gli scrittori. Già oggi, sostiene qualcuno, basta un blog per
mostrare al mondo quanto si vale … ma nessuno sa prevedere e capire i blog di
successo e sovente non basta il talento per diventare casi di successo.
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| Un'anteprima del saggio |
Non so quanto le previsioni del libro si avvereranno. Sono, in
generale, convinto che il futuro non sia anticipabile (per fortuna). Faccio,
però, un lavoro – il ricercatore universitario – in cui si deve o almeno si
vuole, cercare di prevedere cosa avverrà. Si tratta di un esercizio utile,
anche solo per rendersi conto di quanto il mondo sfugga ai nostri schemi. In
alcuni casi la previsione ha, però, un altro ruolo: serve a creare quel futuro
che cerca di anticipare. Questo libro ne è un esempio perché, in fondo,
nell’immaginare quello che sarà, prova a dare forza ad un progetto, in parte
già reale negli esempi illustrati, dove la parola scritta torna ad essere
lettura, racconto e quindi condivisione.
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E' verissimo che il futuro non è anticipabile. Quando guardiamo i film di fantascienza degli anni '50 e '60 del secolo scorso , ci passano sotto gli occhi un'infinità di tapis roulant, piccole macchine volanti e signore con tunichette stile antica Roma, ma niente che somigli , neppur lontanamente, a un cellulare o a un computer . Dunque credo che sia abbastanza ingenuo costruire previsioni a lungo termine sul futuro degli e book, che magari nel giro di pochi anni saranno soppiantati da qualcosa che ora non siamo in grado di immaginare, come Bradbury non sarebbe stato in grado di immaginare un I Pad .
RispondiEliminaNon è crudele (e un tantino città-centrico) costringerci a scendere in pianura, fino alla prima edicola che vende L'Indice (prodotto quintessentially di nicchia), quando ci potremmo (anche) abbonare all'edizione elettronica (come facciamo con la NYRB)?
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