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| di Luca Giorgi |
È
dai tempi degli sperimentalismi Joyciani o, per rimanere nelle patrie
lettere, delle audacie Gaddiane, che la letteratura manifesta il suo
anelito progressista soffiando sulla polvere dell’Accademia col
vento innovatore dei nuovi linguaggi.
“Allo
scrittore tutte le forme della creazione.” tuonava Balzac... ma non
è forse l’ardimento narrativo, il sentiero inesplorato, la spinta
pulsante verso le nuove frontiere narrative quello a cui si riferiva
il Gigante d’oltralpe?
Ma
per spingersi tanto avanti occorre coraggio e genio, quell’arditezza
consapevole da Homo Novus di Popperiana memoria che, da
sempre, ha accompagnato la vita e l’opera del Bencivenga.
Per
questo, meglio della nostra modesta relazione, potrà illuminare il
lettore ripercorrere le tappe salienti della produzione
Bencivenghiana per coglierne, sin dall’inizio, la straordinaria
forza creativa:
La
mia mamma e bella, Editori di Classe, Milano 1981. La raccolta
ufficiale dei temi della scuola elementare del piccolo Bencivenga non
corretta negli errori ortografici, un’opera di straordinaria
innovazione espressiva.
Laicità
e spirito dionisiaco in Friedrich Nietzsch, Poretti Editore,
Bergamo 1987. Il primo saggio interamente copiato dalle opere di Hugo
Schneider, il principale esegeta del pensatore tedesco, vincitore del
premio Miglior Plagio 1988.
Aikuuuu
Tao Editore, Lugo di Romagna 1992. Un poema che sovverte
coraggiosamente le regole del minimalismo orientale consistente in un
unico aiku sviluppato in oltre novecento pagine.
Le
Rime di Bjorgsson, Ice&Dark, Uppsala 1998. Il primo
Poethic-thriller, una raccolta di componimenti poetici di
ambientazione scandinava che è valso al Bencivenga la menzione
speciale al Premio Bufala.
Romanzi
di formazione, Kasper Editore, Brunico 2001, Vol.1: Formazione
di: Atletico Madrid, Panathinaikos, Bayern Monaco.
Per
una editoria democratica,
Marx Editor, Frankfurt 2003. Un "J’accuse" di
vibrante afflato civile contro la speculazione dell’editoria e il
caro-libro, 4 voll. 870 euro.
L’elenco
telefonico di Vimercate, I Classici Brambilla, Sondrio 2004. Il
romanzo che segna l’inizio dell’Elenchismo Bencivenghiano,
tradotto in 30 paesi.
E qui
(a malincuore) ci fermiamo, perché altri e più ampi spazi
meriterebbe la vasta e variegata bibliografia del nostro Autore.
Vogliamo
però terminare il nostro breve resoconto soffermandoci su un libro
che, a nostro modesto parere, rappresenta la sintesi dell’Opus
Bencivenghiana ed emblema di quel Sottrazionismo che ha portato
l’Autore meneghino nell’olimpo della narrativa contemporanea.
IL
LIBRO
------------,
il primo romanzo pensato dall'autore e scritto dal lettore.
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| Andrea Bencivenga |
Dall’introduzione
di Romano Waisser
L’AUTORE
Andrea
Bencivenga ha 38 anni.
Vive
tra Milano e Monza.
Le
sue opere sono tradotte in 50 lingue compreso l’Occitano e
l’Etrusco.
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L'unica vera avanguardia. Bencivenga è da sempre il mio autore di riferimento. Da accanito suo lettore, ho finito per preferire una delle sue opere ritenute minori (per quaesto immagino non citata nell'articolo): "la coda alle poste" (Due Grandi Sfere ed., 1988), probabilmente il più grande romanzo minimalista mai scritto.
RispondiEliminaIncontrare i veri estimatori del Bencivenga (non gli ammiratori del personaggio) mi rincuora:
RispondiEliminadimostra che il mio non è stato un abbaglio o una passione senile.
Grazie