Otto delle cento (e qualcuna di più) ragioni per chiudere il pc, riunire monete per un valore totale di sei euro e correre dal giornalaio di fiducia per acquistare L'Indice di aprile.
La prima.
Il
filo rosso del tema della traduzione,
che percorre il numero – dalle riflessioni critiche di Mario
Cedrini sulle traduzioni di testi scientifici, a quelle su
specificità e problemi del tradurre letteratura (i casi di Virginia
Woolf e James Joyce) nei rilievi di Teresa Prudente ed Elisabetta
d’Erme, allo Shakespeare nei dialetti dei reclusi di Rebibbia
offerto dai fratelli Taviani con Cesare
deve morire. Un tema che
trova sviluppi in dialogo coi lettori sul blog.
La seconda.
I
Segnali: un inedito dello
scrittore rumeno Norman Manea; un ricordo di Wisława Szymborska,
da poco scomparsa; il volume La
Provincia e l’Impero. Il giudizio americano sull’Italia di
Berlusconi di Mimmo
Franzinelli e Alessandro Giacone, primo utilizzo non giornalistico
dei materiali di Wikileaks; quattro secoli di bibliografia e
mecenatismo sabaudo in una recente mostra all’Archivio di Stato di
Torino; l’atteggiamento della Santa Sede nei confronti del Concilio
Vaticano II; il ritorno in libreria dei testi prodotti dall’attività
editoriale di Piero Gobetti…
La terza.
Il
libro del mese, Dove
va la cultura europea? Relazione sulle cose di Ginevra
di un trentaquattrenne Gianfranco Contini, presentato da Silvia De
Laude e Roberto Barzanti, e il Primo piano
sulle primavere arabe, a cura di Elisabetta Bartuli e Paola Gandolfi.
La quarta.
Migrazioni, sui testi di
Alessandro Leogrande, Il naufragio. Morte nel Mediterraneo,
Rashid Nini, Diario di un clandestino, Domenico Perrotta, Vite
in cantiere. Migrazione e lavoro dei rumeni in Italia. Ma anche
studi sulle discipline sociali, con la raccolta Interpretare
l’agire. Una sfida teorica a cura di Bruno Maggi, e il
volume di Carmen Leccardi, Marita Rampazi e Maria Grazia Gambardella
Sentirsi a casa. I giovani e la riconquista degli spazi-tempi
della casa e della metropoli.
La quinta.
La sezione di storia: la Roma del
tempo dei comuni e le culture del sionismo, l’antisemitismo
nazional-fascista e il ruolo del clero spagnole nelle guerre di Otto
e Novecento, il sindacalista rivoluzionario De Ambris e le sinistre
di Gramsci e Turati. Poi filosofia (determinismo, scetticismo,
riflessione sulla morte), bioetica (le riflessioni di Hugo
Tristram Engelhardt e Steve Stewart-Williams), religioni…
La sesta.
Una
nutrita sezione di letteratura italiana
– dai narratori (Orecchio, Santoni, Esposito, Pallavicini, Zaccuri,
Iudica, Campo, Jovine) ai poeti (Bordini, Calandrone) -
e saggistica letteraria (Magris,
Pedullà, Perolino). Dal mondo,
la poesia di Màrius
Torres e le opere di Aravind Adiga, John Cheever, Jáchym Topol,
Thomas Bernhard, Irvine Welsh, Natsuo Kirino, Uwe Timm, Volker Braun.
Poi fotografia, cinema,
musica – da Wagner ai
Beatles –, arte. E
naturalmente i Quaderni:
Camminar guardando ed
Effetto film.
La settima.
L'ampio panorama di schede.
L'ottava, e le altre settantaquattro.
Ovviamente
la possibilità di continuare a scegliere: più di cento libri in
quarantotto pagine.
Gianfranco Contini
Dove va la cultura europea?
a cura di Luca Baranelli e Daniele Giglioli, pp. 63, € 9, Quodlibet, Macerata 2012
Recensioni di
Segnali
Il cinismo della Casa Bianca e i costi politici dele relazioni internazionali berlusconiane
- L'articolo di Luigi Guarna, Un interlocutore poco serio da assecondare e manipolare.
Per smitizzare la proverbiale inavvicinabilità dello scrittore irlandese
- L'articolo di Elisabetta d'Erme, Joyce. Una nuova era aperta a nuovi adepti.



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